Voterò chi…

febbraio 1, 2010 at 5:39 pm (Uncategorized) (, , , , , , )

Bene, affermo qui ufficialmente che alle prossime elezioni , se ci saranno prossime elezioni , elargirò il mio voto a qualsiasi partito politico ( ripeto qualsiasi ) che mi proponga nel suo programma di modificare il d.m. 142/1998.

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Lettera aperta…

gennaio 29, 2010 at 4:23 pm (Riflessioni e Deliri)

Caro G.,
Penso proprio che dovresti ringraziarmi ( te l’ho detto molte volte ) perchè grazie a me, ora hai trovato una tua dimensione, una donna che ti fa impazzire, degli amici fantastici ecc.ecc.
Grazie a me, che ti ho liberato di me.
Ero diventata un peso, mi dispiace, ma la mia terribile ansia d’abbandono mi aveva resa una palla al piede.
A volte mi odio ma poi mi dico che devo imparare a perdonarmi , ad amarmi nonostante io non sia ” praticamente perfetta sotto ogni aspetto ” come diceva Mary Poppins.
Ecco più che la sindrome da crocerossina, io direi che soffro della sindrome di Mary Poppins, quella che ti dice “con un poco di zucchero la pillola va giù.”
Poi però io invece di pillole ingoio grossi rospi, e senza neanche i vantaggi di effetti allucinogeni.
Quindi ultimamente, grazie anche ad alcune pratiche meditative che sto portando avanti, inizio a chiedermi: chi cazzo me lo fa fare? Di ingoiare i rospi senza neanche il vantaggio di un trip, intendo.
La cosa fantastica è che io sono davvero Mary Poppins perchè sono riuscita, mio malgrado, a migliorarti.
E’ vero, è vero sei tu che hai lavorato su te stesso ecc ecc…ma se io non ti avessi dato quella botta????
Ti ho spinto al miglioramento! Questo me lo devi!
Sentire da te che rinunci ad un impegno lavorativo all’estero…quando qualche anno fa mi dicesti che mi dovevo sbrigare con gli esami , che tu saresti partito e te ne saresti fottuto di me…scusami ma mi fa rabbia!
Non verso di te, verso di me.
Ti spiego : Io avevo così tanta paura di perderti, che quando mi dicevi queste cose brutte, stavo zitta ed abbassavo lo sguardo.
Non dormivi più con me ed io piangevo in silenzio dicendomi : resistere, devi resistere.
Ora per questa nuova persona , tu rinunci o almeno provi, a rinunciare ad andare all’estero.
E’ perchè lei non è come me! Ti lascia libero…sai che starà bene, con te o senza di te.
Io invece, con quegli occhioni imploranti, cercavo di manipolare la tua vita.
Sono una brutta bestia, una cagna….
Ho scoperto in seguito che è il mio segno nell’oroscopo cinese ma la fedeltà che ha il cane, e che qui viene vista come una virtù, in oriente non è considerata tale ( cioè una virtù ).
E’ considerata un peccato, un peccato di una reincarnazione inferiore: il cane non ama il padrone, ne è dipendente, senza è morto.
Ti ricordi Pippo? Piange se la gente lo ignora.
Io sono un po’ come Pippo, quindi abbi pietà di me…
e perdonami se ti va.
Sto cercando di stare bene anche da sola.
A volte è facile, altre, come oggi, è dura.
Mi dicono che col tempo ci riuscirò. Io la vedo un po’ come gli esercizi di disegno che sto facendo ora : I miei maestri dicono che ho un ottimo senso dello spazio, della prospettiva, delle dimensioni però mi manca una mano leggera.
Stringo forte la matita tra le dita come se qualcuno me la volesse strappare da un momento all’altro.
Oggi ho fatto tanto esercizio ma ancora non riuscivo a lasciar andare libera la matita nella mia mano.
Questa è un po’ una metafora del mio modo di rapportarmi agli altri.
Devo lasciare andare la matita, devo lasciare andare le persone.
So che quella è la strada.

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Notturno 1

gennaio 26, 2010 at 9:16 pm (Riflessioni e Deliri)

Bambino mio,
ti devo lasciare qui.
Devo abbandonarti,
ma so che
nonostante ora ti lasci qui al freddo,
sarà difficile per me
sradicarti dal mio cuore.
Ogni tipo di madre ama il suo bambino,
che sia la madre vera
o la madre che egli si è scelto.
Tu mi avevi scelta come madre,
io ti ho amato anzi ti amo,
ma non come un figlio.
Sai, vorrei un figlio in futuro,
ma che sia mio,
cresciuto in me.
Vorrei un figlio,
ma lo vorrei piccolo,
da cullare, da accudire,
da educare.
Non voglio più prendermi cura
del bambino ormai grande,
di un’altra mamma.
Io ti ho amato, ti amo,
ma non come una mamma.
Ed ora devo riuscire ad abbandonarti
al freddo,
su questa ruota.
Ma non ci riesco, ora non ci riesco,
soprattutto non riesco,
a toglierti da dentro di me.

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Voragine

gennaio 21, 2010 at 7:26 pm (Riflessioni e Deliri, Uncategorized) (, , , , , , )

Questo pomeriggio,
improvvisamente lo strappo che avevo cucito con tanta fatica,
si è riaperto,
ed è uscito fuori tutto!
Come una cascata,
come l’acqua che distrugge la diga,
come uno schizzo di sangue in quei film horror degli anni settanta.
Si è aperta la voragine e sento tutto il dolore.
Ma è troppo grande ed io non so come fare.
Possibile che tutto questo dolore sia contenuto in me?
Non me ne capacito,
e come , appunto, in uno di quei film dell’orrore,
guardo incredula quel getto assurdo di liquido rosso,
senza sapere come fare a fermarlo.

“As I live and breathe
You have killed me
You have killed me
Yes I walk around somehow
But you have killed me”

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Auguri a Tutti, anche se in ritardo!

gennaio 3, 2010 at 3:35 pm (Riflessioni e Deliri, Uncategorized) (, , , )

Quest’anno è stato particolarmente difficile e complicato per me.
Devo dire che sono molto molto stanca.
Cerco di avere fiducia nel 2010 ma molte situazioni continuano a stagnare: acqua putrida e limacciosa che non si decide a venir purificata.
Mi viene in mente il fiore del Loto e la sua simbologia : esso ha il seme nella melma ma crescendo si innalza al di sopra del fango e sboccia come un bellissimo fiore all’aria aperta.
L’augurio che faccio e che mi faccio è che le vostre situazioni stagnanti possano generare tanti bei fiori di loto quando sarà arrivato il momento giusto!

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FLESSIBILITA’….

dicembre 23, 2009 at 8:55 pm (Riflessioni e Deliri) (, , , , , , , )

In Italia suona un po’ come,

se te lo mettiamo li dovresti anche godere….

Magari ti fa male, ti da fastidio, ma devi adattarti

a tutto,

Come un Camaleonte di Merda…o una Merda di Camaleonte!

Devo tener duro…

Devo resistere…

Magari, raggiungerò il Nirvana .

Dopo essere stata sfruttata in tutti i modi, da tutti, forse raggiungerò l’illuminazione…

o Magari, Nella prossima vita sarò io il più forte e metterò sotto qualcuno.

La Vita è un grande film porno…come diceva Rino : Chi la prende e chi la da….

Oggi la devo dare, ma verrà il giorno in cui la prenderò…ed allora, state certi che la farò pagare a tutti!

Ho il mio libro nero, forse sopra c’è anche il vostro nome….

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A cosa stai pensando?

dicembre 19, 2009 at 6:29 am (Riflessioni e Deliri, Uncategorized) (, , , , )

A volte penso, che la vita potrebbe essere più facile ma io non riesco,
proprio non riesco a seguire i loro insegnamenti.
A volte penso di essere maledetta, perduta ormai.
Non riuscirò più a vivere una vita serena perchè sono vittima degli strani meccanismi del mio cervello.
Mi spingono verso cose che non mi fanno bene, che mi fanno soffrire, strane ambizioni.
Le cose semplici, quelle che potrei afferrare allungando la mano, non mi provocano nessuna emozione.
Ecco perchè sono bacata e sebbene la vita possa essere più facile, per me sarà sempre difficile.
Loro mi insegnano che tutto ciò è illusione, che la felicità è in me, facile a dirisi…
ma io i loro insegnamenti non riesco a seguire,
e continuo a cercare fuori , sebbene fuori ci sia solo merda.
Purtroppo, quando sei abituato a mangiare merda, la merda ti sembra la cosa più buona del mondo e proprio non ti va di mangiare il budino al cioccolato.
Loro ti dicono, guarda che il budino al cioccolato è più buono, più bello, ti fa meno male della merda e per averlo puoi aprire il frigo.
Ma tu è la merda che vuoi e la vai a cercare in giro per averla.
Ecco, questa potrebbe anche chiamarsi la parabola del mangiatore di merda.
Il problema è quando inizi ad essere consapevole che la merda fa davvero schifo e che ti avvelena il fegato però, tu hai avuto merda tutta la vita e non riesci a volere altro, ti sforzi, ma fa davvero male….
Allora, ti rendi conto che è meglio che butti tutti i libri e che la consapevolezza non ti è servita a nulla.

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Fairy Feller’s Master Stroke

dicembre 17, 2009 at 7:25 pm (Uncategorized)

Questa canzone dei Queen è ispirata a questo quadro di Richard Dadd :

the fairy folk have gathered
Round the new moon’s shine
To see the feller crack a nut
At night’s noon time
To swing his axe he swears
As he climbs he dares
To deliver the master stroke

Ploughman wagoner will’ and types
Politician with senatorial pipe
He’s a dilly dally oh
Pedagogue squinting wears a frown
And a satyr peers under lady’s gown
He’s a dirty fellow
What a dirty laddie-oh

Tatterdemalion and the junketer
There’s a thief and a dragonfly trumpeter
He’s my hero ah
Fairy dandy tickling the fancy
Of his lady friend
The nymph in yellow (can we see the master stroke)
What a quaere fellow

ho trovato questo sito davvero interessante che spiega la genesi della poesia e la genesi del quadro :

http://bohemia-place.net/fairyfeller.htm

Il pittore impazzì in seguito alla maniacale perfezione che mise per dipingere quest’opera.
La canzone dei Queen la trovo parimenti fantastica.
Non la conoscono in molti.

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AMICO SENSO DI COLPA

dicembre 15, 2009 at 8:12 pm (Racconti ed altri scritti, Uncategorized)

“Il senso di colpa è caratterizzato da sensazioni di malessere, di disagio, di inadeguatezza, di frustrazione, di angoscia che non sempre si riferiscono ad un oggetto specifico e reale, ma rappresentano sensazioni vaghe, indefinite, pervasive, delle quali spesso non si distinguono le cause e alle quali si cerca di dare, spesso con scarsi successi, spiegazioni razionali.
Alcuni sensi di colpa possono considerarsi ragionevoli, ad esempio quando si arreca danno a qualcuno o si commettono gravi errori, poiché contribuiscono al cambiamento e alla crescita della persona. Altre volte però costituiscono un inutile fardello che inficia il nostro benessere. I sensi di colpa nascono dall’interiorizzazione di norme culturali e morali trasmesse dall’ambiente fisico, familiare, sociale, nel quale viviamo. Ad esempio, se riceviamo un’educazione troppo rigida, interiorizziamo delle norme molto rigorose e rischiamo di divenire schiavi di standard troppo elevati ai quali siamo costretti ad aderire se vogliamo evitare il senso di colpa conseguente all’inadempienza di ciò che consideriamo un nostro dovere. Ad esempio, se cresciamo in una famiglia in cui uno dei messaggi maggiormente veicolati (più o meno direttamente) è “Bisogna sempre fare tutto da soli”, saremo “facili” al senso di colpa se o quando ci troveremo nella condizione di chiedere aiuto. A volte alcune norme sono talmente radicate nelle personalità, da essere difficilmente riconoscibili e, di conseguenza, difficilmente modificabili, anche perchè non ci si mette in discussione e non vengono prese in considerazione altre modalità (“E’normale/giusto essere così!”).
In particolare, un modello educativo basato rigidamente su valori quali il senso del dovere, la disciplina, la critica, l’enfatizzazione degli insuccessi, crea le condizioni ideali per lo sviluppo di una personalità rigida, pretenziosa con se stessa, incapace di darsi tregua. Il senso di colpa può nascere dall’incongruenza tra un’immagine ideale di sè (quello che vorremmo essere: perfetti, socialmente apprezzabili, infallibili) e l’immagine reale di sè. Chi è molto esigente e critico nei propri confronti avrà maggiori possibilità di sperimentare queste incongruenze e le sensazioni relative.
Spesso i successi vengono dati per scontati dall’esterno (e, successivamente, dall’interno), risultando a volte invisibili, mentre gli insuccessi vengono sottolineati, enfatizzati, rinfacciati.
Questa mancanza di riconoscimento, bisogno imprescindibile di ogni essere umano, può provocare profonde ferite narcisistiche che influenzeranno negativamente anche l’autostima. Inoltre, l’eccessiva sensibilità al senso di colpa, rende l’individuo facilmente manipolabile da parte degli altri e dunque maggiormente esposto ai ricatti affettivi: “Fai come vuoi ma sappi che mi farai soffrire” “se faccio ugualmente questa cosa sono una persona cattiva”. Da qui due possibilità: scegliere di mettere in atto comunque il comportamento in questione ed esporsi al senso di colpa o “castrarsi”, “snaturarsi”, ed evitare tale comportamento, perdendo in autenticità.
I sensi di colpa possono portare una persona a vivere un’esistenza che non le appartiene, poiché si affanna ad adempiere a ciò che “è giusto”, senza chiedersi se lo è per se stessa e a punirsi quando, appunto, non si comporta “giustamente”. Il senso di colpa può tradursi in veri e propri disturbi psichici e/o fisici che possono rappresentare una sorta di “espiazione” o derivare da un accumulo di tensione. Quest’ultima può dunque ritorcersi contro se stessi oppure “esplodere” portando conseguenze negative nei rapporti interpersonali.
Importante sarebbe imparare a riconoscere la presenza del senso di colpa, le circostanze che ne favoriscono l’insorgenza e, soprattutto, indagarne le origini: trattandosi di meccanismi appresi, si potranno anche “dis-imparare” o sostituire con nuove modalità. Paradossalmente però può risultare difficile liberarsi dal meccanismo dell’autopunizione che in un certo senso ci fa pareggiare i conti con la coscienza e perché rappresenta comunque una strada nota, che in qualche modo ci dà sicurezza. L’ignoto ci spaventa sempre anche se può essere più allettante. E poi chi ha tante colpe da espiare difficilmente riesce a concedersi il lusso del sollievo. Dunque, entrambe le strade sono difficili da percorrere ma le destinazioni sono innegabilmente diverse… a noi la scelta.”
Barbara Celani

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La teoria dei vasetti di marmellata

dicembre 14, 2009 at 10:45 am (Riflessioni e Deliri, Uncategorized) (, , , , , , , , , , , , )

Nella nostra società, le persone devono tutte essere inserite all’interno di rigide categorie, come dentro vasetti di marmellata etichettati e riposti ordinatamente in dispensa. Chi va fuori da tutto ciò è considerato pericoloso…

Non so perchè…ma le categorizzazioni mi mettono ansia.

Forse perchè mi sanno di aspettative che la società e la famiglia ti appiccicano addosso e che tu hai il dovere di non disattendere.

Sarà perchè io mi ritrovo difficilmente in una qualsiasi categoria attuale.

Sono giovane, ma non mi piacciono le cose che piacciono alla maggioranza dei giovani, ne mi comporto come la maggioranza dei giovani, ne seguo le loro mode…allora come mi definisco? Vecchia? Una vecchia giovane?

Mio Dio che ansia! E questo era solo un esempio!

Forse come Moretti mi trovo bene solo in una minoranza, e quindi non catalogabile!

E pensare che per altre cose mi piacciono tanto gli insiemi e gli elenchi!

Però per la vita, no…

La vita è cambiamento, mobilità , caos, trasformazione!

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